La tecnica di Rives-Stoppa

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La tecnica di Rives-Stoppa ripara i difetti della linea mediana collocando la protesi nello spazio retromuscolare (sublay): la guaina posteriore dei retti viene richiusa, la rete la rinforza dall’interno e i muscoli retti vengono riavvicinati sulla linea mediana davanti ad essa.

Sviluppata in Francia tra gli anni Settanta e Ottanta dai lavori di Jean Rives e René Stoppa, questa tecnica ha cambiato la chirurgia dei laparoceli introducendo due principi tuttora validi: la protesi non deve chiudere il difetto a ponte, ma rinforzare una parete ricostruita; e la sua sede ideale è lo spazio retromuscolare, protetta tra due strati vascolarizzati.

I passaggi tecnici

  1. Incisione cutanea sul difetto e isolamento del sacco erniario, che viene resecato
  2. Apertura della guaina anteriore dei retti e dissezione dello spazio retromuscolare fino alle linee semilunari
  3. Ricostruzione del piano posteriore (guaina posteriore o peritoneo) con sutura continua a lento riassorbimento
  4. Posizionamento della protesi a coprire tutta la tasca, con sovrapposizione di almeno 5 cm oltre i margini del difetto
  5. Riavvicinamento dei muscoli retti sulla linea mediana, davanti alla rete, e chiusura per piani con drenaggi

Perché il piano retromuscolare

Nel piano sublay la pressione endo-addominale distribuisce la rete contro la parete invece di spingerla verso l’esterno: la protesi lavora «dal di dentro», come un’unica fascia di rinforzo. In più resta separata dai visceri dal piano posteriore ricostruito e dalla cute dai muscoli retti, con vantaggi in termini di integrazione e di infezione rispetto alle posizioni onlay e intraperitoneale. È il piano che le linee guida indicano come preferibile quando tecnicamente raggiungibile.

Indicazioni e limiti

È il riferimento per i difetti elettivi della linea mediana di piccola e media ampiezza (W1–W2 della classificazione EHS), in campo pulito. Il limite è geometrico: la tasca retromuscolare si ferma alle linee semilunari e la tensione sulla sutura della linea mediana cresce con la larghezza del difetto. Oltre una certa ampiezza (in genere oltre gli 8–10 cm) la ricostruzione richiede un avanzamento dei muscoli con la separazione dei componenti, di cui la Rives-Stoppa rappresenta il primo tempo.

Gli sviluppi moderni

Lo stesso piano di dissezione è oggi raggiungibile per via mininvasiva con la tecnica eTEP o con l’assistenza robotica: cambia l’accesso, non il principio ricostruttivo. La scelta del materiale protesico e delle sue caratteristiche è trattata nella pagina sulle protesi e i piani di posizionamento.

Fonti