Tecniche chirurgiche della parete addominale
English version: Surgical Techniques of the Abdominal Wall →
Approfondimenti tecnici sulla chirurgia ricostruttiva della parete addominale, scritti per il chirurgo: accessi, piani di dissezione, tecniche ricostruttive e criteri di scelta, con i riferimenti alla letteratura.
Le pagine principali di questo sito sono scritte per i pazienti: spiegano i difetti di parete, le scelte terapeutiche e la preparazione all’intervento in un linguaggio divulgativo. Questa sezione raccoglie invece approfondimenti tecnici pensati per chi opera: anatomia chirurgica, passaggi procedurali, indicazioni e limiti delle principali tecniche ricostruttive.
Il filo conduttore è quello della chirurgia ricostruttiva moderna della linea mediana: riportare i muscoli retti al centro, rinforzare la ricostruzione con una protesi nel piano più favorevole e, quando il difetto è ampio, ottenere avanzamento dei tessuti con le tecniche di separazione dei componenti.
| Approfondimento | Tema |
|---|---|
| La tecnica eTEP | Accesso laparoscopico totalmente extraperitoneale allo spazio retromuscolare |
| La tecnica di Rives-Stoppa | La riparazione retromuscolare (sublay) dei difetti della linea mediana |
| TAR e separazione dei componenti | Avanzamento miotendineo per i difetti ampi e il loss of domain |
| La scelta del piano di posizionamento della rete | Onlay, sublay, preperitoneale, intraperitoneale: criteri decisionali |
| La classificazione EHS | Zone, larghezza e uso clinico della classificazione europea |
| Ernia parastomale | Classificazione EHS e tecniche di riparazione: keyhole, Sugarbaker, sandwich, Pauli, rete con funnel |
A questa famiglia appartiene anche la TESAR (Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair), tecnica endoscopica extraperitoneale per via anteriore sviluppata dal Dott. Fiori: la descrizione completa, con i risultati pubblicati, è nella pagina dedicata dell’hub federicofiori.com.
Questi contenuti integrano la formazione specialistica e non la sostituiscono: la scelta della tecnica resta valutata sul singolo paziente, nel contesto delle strutture e dell’esperienza dell’équipe.